Loro non cedono e noi staremo ancora una volta a guardare?

È ormai del tutto evidente che l’avvicinarsi delle elezioni politiche rende la classe politica vulnerabile alle ragioni del consenso da conquistare, consolidare, accrescere. E l’interesse generale rimane sullo sfondo. Prima vittima di questo atteggiamento è la riforma della legge elettorale che i leaders politici da troppo tempo continuano ad annunciare come imminente, mentre in realtà una proposta condivisa da portare in Parlamento per la sua approvazione si sta purtroppo sempre più pericolosamente allontanando.
Questo sta a dimostrare che la classe politica è talmente così debole che non vuole più essere scelta. Pensa di scegliersi da sola. Solo che così si creano modifiche di sistema. Perché al posto della democrazia si creano delle oligarchie, cioè dei gruppi di potere che vogliono perpetuarsi per cooptazione, anziché per scelta di coloro che sarebbero i sovrani. Questo è un allontanamento dagli ideali democratici, nella sostanza e nella forma. Perché ciò che va perso è l’idea di bene comune.
Per arrivare all’idea di bene comune infatti bisogna elaborare un concetto importante che è quello dello stato di diritto. Cioè, perché ci sia il bene comune si deve governare non per sé ma per gli altri. Si deve governare non in base all’arbitrio ma obbedendo alle leggi e si deve governare con il consenso ottenuto democraticamente e ciò, vale la pena esplicitarlo con chiarezza, significa permettere agli stessi cittadini/elettori di poter esercitare liberamente la propria sovranità, diritto che la Costituzione riconosce loro,  e dunque di poter scegliere in piena autonomia i propri rappresentanti.
Personalmente ritengo dunque che non si possa più accettare passivamente di andare a votare ancora una volta con le famigerate liste bloccate – a parole da tutti apertamente contestate mentre invece come si vede si vogliono mantenere -, ma occorre  premere con ferma determinazione (sostenendo attivamente lo sforzo del Presidente della Repubblica; scrivendo a tutti i parlamentari; coinvolgendo tutti coloro – soprattutto i giovani -,  che agiscono dentro i partiti… ) affinché tutta la classe politica sappia, anche all’ultimo momento, dimostrare un sussulto di dignità: i nostri politici infatti non si rendono conto che intestardirsi nell’impedire la selezione di candidati, oltre naturalmente a garantire la governabilità, li sta portando ad essere sommersi dallo tsumani dell’antipolitica, che gli stessi partiti stanno correndo verso la loro autodistruzione e che tutto questo metterà terribilmente a repentaglio la stessa democrazia?                                                                 Se sbaglio mi corrigerete. Vero?

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