Da chiedere in modo intransigente

Forse potrà sembrare inappropriato nel contesto delle elezioni chiedere in modo intransigente a coloro che si presentano che il prossimo Parlamento metta mano ad una riforma della legge elettorale, con la quale venga ripristinato una buona volta il diritto/dovere dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti nelle Istituzioni e ciò, detto con la massima chiarezza, significa che non vengano previste mai più le quantomeno moralmente inaccettabili liste bloccate e anche le candidature multiple, proprio in quanto esse costituiscono un vero e proprio raggiro della volontà degli elettori ed un vulnus della sovranità popolare.                                                                                          Si dirà infatti che ci sono importantissime priorità da affrontare ed è vero – a cominciare dal lavoro, i giovani, la famiglia… – ma sarebbe una grave irresponsabilità non tener conto che senza un Parlamento pienamente legittimato (e anche il prossimo non lo sarà per la presenza ancora di troppi nominati proprio a causa di quanto evidenziato sopra), le decisioni saranno purtroppo determinate dai capi delle forze politiche di turno invece che da un costruttivo confronto parlamentare. Parimenti è per la riforma costituzione che il nostro Paese attende da troppo tempo ma che – tra imposizioni, strumentalizzazioni e disponibilità a parole – la nostra classe politica non riesce a trovare soluzioni veramente condivise fra tutti.
Ciò accade proprio perché queste riforme rimangono confinate dentro intollerabili logiche di potere mentre, affinché siano finalizzate davvero al vero bene del Paese, devono essere pensate attraverso la più ampia condivisione possibile e dunque con tutti i soggetti interessati, cittadini compresi, perché come ha detto Igino Giordani con pungente sapienza: “In politica, quali che ne siano le strutture, le ideologie e le denominazioni si perde gran parte del tempo,- e si perde salute e ricchezza e anche la vita -, perché non si riesce a costruire l’accordo tra i cittadini e tra gli stessi dirigenti”.

 

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