Morti-vivi (Charles Péguy)

Come si è detto nel post precedente è essenziale sentirci tutti parte attiva nel realizzare il bene del nostro Paese e ciò è possibile se facciano nostro quanto ha affermato con saggezza Von Balthasar e cioè: «Essere come gli strumenti di un orchestra sinfonica, diversi, con suoni e partiture diverse, ma partecipi a una sola opera, una sinfonia dove l’armonia nasce dalle diversità, non dal suono unico di strumenti tutti uguali».
Certo, perché ciò accada è indispensabile fare i conti però con la cruda realtà in quanto ci troviamo a vivere un tempo caratterizzato da un appiattimento delle coscienze causato da una sconcertante assenza di valori e così rischiamo di diventare morti vivi, ombre che camminano. Così infatti scrive con pungente acutezza Gianfranco Ravasi*: « …di coloro che non sono niente… né caldi né freddi, di loro, i morti-vivi, che cosa faremo? Potente è questo ossimoro dei «morti-vivi» coniato da Charles Péguy. Fa il paio con le «ombre che camminano» di Shakespeare: sono persone all’esterno sane e perfino prospere ma che hanno l’anima intisichita, simili a quegli alberi dalla scorza ancora solida ma col tronco privo di linfa.
È, questa, una delle malattie spirituali maggiori del nostro tempo che può essere definita con un vocabolo espressivo, la superficialità. Essere solo esteriorità, banalità, mediocrità; non essere mai increspati da una domanda sul valore della vita, sul senso delle proprie azioni, sul fine di un esistere che è trascinato sempre nel grigiore del quieto vivere. C’è nel libro dell’Apocalisse un monito veemente che viene scagliato… contro «coloro che non sono niente», i «morti-vivi» appunto: «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca» (3,15-16).
Mentre meditavo queste dirompenti affermazioni mi è tornato alla mente il forte pensiero che avevo sentito molti anni fa (cito a memoria) di Igino Giordani: “Chi non ama è come un cadavere che cammina”.
CHE DUNQUE TUTTO CIÒ SCUOTA CON FORZA LA NOSTRA ESISTENZA!

* Dal Breviario di Gianfranco Ravasi #Morti vivi (Leggete lo scritto nella versione integrale)
  (Quotidiano Il Sole24ORE del 10-12-2017)

 

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