L’amore è come un fuoco

 

 

 

A proposito di non essere tiepidi – cioè né caldi, né freddi, – questi due stupendi pensieri di Chiara Lubich mettono in luce che: “Occorre ricordarsi di ravvivare continuamente il fuoco, di tornare e ritornare vivi all’amore”.    E ancora che: “Un fuoco acceso, anche piccolo, se alimentato, può divenire un grande incendio”.

“Occorre ricordarsi di ravvivare continuamente il fuoco, di tornare e ritornare vivi all’amore. Sì, perché… i tiepidi non piacciono per nulla. Dice la Scrittura: ‘… non sei né freddo, né caldo; oh se tu fossi freddo o caldo!… poiché sei tiepido, cioè né caldo, né freddo, io sono pronto a vomitarti dalla mia bocca’. E ciò è terribile. Ciò dice l’urgenza di tornare sempre ad essere caldi, ad una carità veramente fervente”. “Quello che più sento nel mio cuore… è la carità. Non so esprimere come è, quanto la sento. Ho una voglia matta di amare tutti… sento che fatto questo, è fatto tutto. (…) Se viviamo il comandamento nuovo abbiamo fatto tutto, perché tutto viene di conseguenza.  Questa è la nostra vocazione: perfetti nella carità”.

“L’amore è come un fuoco, l’importante è che rimanga acceso. E, perché ciò sia, occorre bruciare sempre qualcosa. Anzitutto il nostro io egoista, e lo si fa perché, amando, si è tutti protesi verso l’altro. Un fuoco acceso, anche piccolo, se alimentato, può divenire un grande incendio. Quell’incendio di amore, di pace, di fraternità universale che Gesù ha portato sulla terra”.

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