Un nuovo concetto di governabilità (2)

Paolo Crepaz aggiunge poi un’altra perla: “Finora ciascuno di noi aveva del partito – spiegò un giorno Domenico – il concetto che contenesse tutta la verità, il modo, i mezzi, l’idea, l’intelligenza per risolvere tutti i problemi della società. Lo stare insieme, di partiti diversi, ci ha fatto vedere che questa visione è errata: il nostro partito può sì contenere la verità, ma un pezzo, magari grande, soltanto un pezzo, perché c’è la verità di chi ci sta vicino, la verità di quell’altro. Emerge allora – continuò Domenico – un nuovo concetto di governabilità: la maggioranza governa, la minoranza controlla, certo, ma chi governa, se vuole fare qualcosa, che inglobi tutta la comunità cittadina, deve tener conto anche del pensiero della minoranza, la quale, a sua volta, non può limitarsi a verificare, ma deve portare il proprio contributo. Prima sembrava che il problema principale fosse la scelta del partito: ora diciamo che la scelta del partito è un fatto personale, che ciascuno decide con la propria coscienza, mentre è divenuto prioritario costruire l’unità fra di noi”.
In questa arrogante campagna elettorale è mancata, ancora più di altre volte, la capacità di costruire e far crescere la propria vita e degli altri in umanità e dignità, e ciò rende facilmente prevedibile che anche dopo le elezioni il clima continuerà purtroppo ad essere sempre più rissoso: la governabilità infatti è possibile, come appunto ha detto con sapienza Domenico, se prima di tutto si darà priorità in modo credibile all’impegno di realizzare l’unità fra diversi.                                                                    Si tratta allora di comprendere che il nostro voto potrà essere determinante se sapremo previlegiare quei soggetti politici e quei rappresentanti, nei limiti che ci viene concesso da una legge elettorale che persevera nel penalizzare l’esercizio della nostra sovranità, che dimostrano di essere più credibili nell’attuare ciò.
Sì, è determinante che cominciamo noi ad assumere questo sguardo nuovo perché è proprio dal “basso” che possiamo davvero incidere insieme affinché il suo luminoso esempio di fraternità politica contagi sempre più i rapporti fra tutti e fra le stesse istituzioni per il bene del Paese.

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