Conviene intrecciare sempre nuovi fili

Questo pensiero l’ho trovato davvero straordinario in quanto contiene, nell’ottica finora descritta, una profonda verità che, se compresa e vissuta, può davvero contribuire in modo determinante a realizzare realmente una politica comunitaria e ad andare così sempre più anche verso quel mondo unito a cui, pur tra le complesse e molteplici difficoltà, tende la stessa umanità.

“Le immagini della catena e della corda simboleggiano due diversi modelli di organizzazione. Il primo ci fa credere che l’organizzazione tanto più cresce quanto più si riesce ad aggiungere anello ad anello. Ma quando anche uno solo degli anelli si spezza, la forza della catena svanisce. Il modello della corda, invece, ci dice che conviene intrecciare sempre nuovi fili, così che anche se accade che qualcuno di questi si strappi, la corda continua a sostenere. Ed è più facile riannodare fili che saldare anelli spezzati. Non lasciamoci mai abbacinare dal miraggio della catena. Restiamo piuttosto fedeli alla consegna di Chiara Lubich, intrecciando corde sempre più robuste, e facciamolo conservando la eutrapelia, la bella virtù del volgersi al bene in modo gioioso e sorridente”.

Stefano Zamagni  

Economista e docente all’Università di Bologna (Da Città Nuova Marzo 2018 – n.3) 

                                                                                                       

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