«Insieme, ciascuno diventa più bello».

 

 

Il travagliato tempo in cui viviamo evidenzia sempre più quanto sia grande il bisogno di appassionati di umanità, la quale non è monolitica ma una pluralità avviata all’unità, e questo esige di saper purificare lo sguardo in quanto ci vogliono occhi nuovi per poter “vedere” come ciascuno, nel variegato esercizio del proprio ruolo, sia veramente essenziale nella composizione di un disegno armonioso: ognuno infatti ha valore soltanto nell’insieme tanto che se qualcuno mancasse il disegno risulterebbe incompleto.                         Al riguardo è proprio illuminante questo pensiero di Chiara Lubich: «Insieme, ciascuno diventa più bello». E Bennie Callebaut, specialista delle scienze sociali che lavora sulla tensione tra individuo e società, spiega come questo suo pensiero “non dice che si diventa più buoni, ma si diventa più belli. E il bello, si dice, è espressione di un’unità superiore, una sintesi felice. Sta a noi dunque far diventare patrimonio felice dell’umanità che ci circonda questo “insieme”.                                                                    È essenziale dunque che particolarmente in questa speciale settimana si riesca a far tacere sé stessi e cogliere così in profondità l’altissima, eroica lezione su cosa sia l’Amore con il quale siamo amati, misura senza misura, e come da esso nasce proprio quella fraternità come dono essenziale all’umanità.

 

Un pensiero su “«Insieme, ciascuno diventa più bello».

  1. Molto bene ha fatto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a iniziare settimana prossima le consultazioni per il nuovo governo (non penso che ciò sia casuale), in quanto questi giorni contengono una ricchezza di inestimabile valore proprio per tutti e dunque sarebbe più che opportuno rimanere in silenzio così da poter accogliere tutto ciò. Al riguardo è bene evidenziarlo di nuovo così da farne tesoro quanto ha detto C. M. Martini e cioè che: “…la differenza da marcare non sarà tanto quella tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti, tra uomini e donne che hanno il coraggio di vivere la sofferenza, di continuare a cercare per credere, sperare e amare, e uomini e donne che hanno rinunciato alla lotta, che sembrano essersi accontentati… e non sanno più accendersi”.

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