Il principio cibernetico (1)

Tutto esiste per qualcos’altro, tutto è in rapporto. Il Vangelo ci ha rivelato che anche l’uomo progredisce nel rapporto. Col principio dell’amore reciproco, portato da Gesù, l’umanità si trasforma, diventa un’altra cosa, una nuova società umana”.

In questa affascinante affermazione di Piero Pasolini (agosto 1917 – 26 gennaio 1981) – dalla personalità ricca e piena di fascino, uomo di sintesi tra il carisma dell’unità e la riflessione scientifica – è racchiuso un po’ del suo illuminato e lungimirante pensiero: egli infatti spalanca a tutti noi un orizzonte affascinante e cioè come l’evoluzione rappresenta il passaggio dalla molteplicità all’unità.                                                            “Ricordo il principio cibernetico (…): …se più elementi si aggregano coerentemente in modo dinamico e operativo, ne viene fuori un essere nuovo. Si potrebbe dire che avviene una specie di atto di «creazione». Teilhard de Chardin, precursore di questo concetto di cibernetico, così raffigurava il formarsi evolutivo degli esseri per creazione da parte di Dio: la chiamava l’«unione creativa».                                                                Con oggi dunque verranno proposti alcuni suoi scritti, in merito a questo importante aspetto, così che essi ci aiutino a riflettere sul senso della nostra vita e anche a come siamo chiamati a rapportarci fra noi. Proprio a questo riguardo è molto preziosa la sua stessa testimonianza.                                                                                                          Un giorno, sapendo anche che le difficoltà non mancano, gli è stato chiesto: “Ma tu sei felice? E Piero disse: sì! Ma perché non dovrei esserlo? Io so da dove vengo, io so dove vado, so come rapportarmi con le persone con le quali  mi incontro, perchè non devo essere felice?

 

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