Il «motore dell’evoluzione» (6)

È attraverso «l’amatevi come io vi ho amato» che si realizza la pace, lo sviluppo e il benessere. Anzi, Gesù è andato ancora più in là a definire questo amore: «l’amore al nemico». «È stato detto: ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi fanno del male, pregate per coloro che vi perseguitano…». Questo è l’amore di Cristo, che l’ha spinto ha dare la vita per i suoi amici. (…) …queste sono le leggi della cibernetica umana, tesa a realizzare l’umanità-Cristo. Non c’è altra via: Cristo ha amato così e la legge, per essere lui, è quella di amare così. L’umanità di oggi, sull’orlo di un fallimento totale, deve capire questo messaggio «paradossale».
Socialmente, almeno, non lo si è mai voluto capire. È per questo che la frana si fa sempre più minacciosa. Nella mentalità corrente la cosa può apparire un puro non-senso. (…) Ma, nonostante le apparenze, forse ci possono essere solidi fondamenti di speranza: questo «tipo di amore» sta ponendosi capillarmente come ideale concreto in tante cellule di umanità. Forse, all’estremo della pazzia del collettivo umano, questo fermento potrà prendere il sopravvento e il mondo comincerà a capire che bisogna cambiare rotta.
C’è, nel fondo di ogni uomo di buona volontà, la fiducia che l’ultimo atto d’evoluzione sulla Terra non può fallire. Cristo ha decisamente promesso di essere con noi fino alla fine. È lui, per dirla con Teilhard de Chardin, il «motore dell’evoluzione». E ciò può portare, nonostante qualunque disastro possa accadere, ad una speranza assoluta. Mi hanno sempre impressionato le parole dello stesso Teilhard (forse il primo a capire il «senso cristiano» dell’evoluzione universale): «…ne sono certo, poiché il meglio finisce sempre per accadere e l’avvenire è migliore di qualunque passato».

Piero Pasolini

Da: L’avvenire migliore del passato – evoluzione scienza e fede (Città Nuova 1982)

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