Il suo testamento! (7)

“Non ho più il tempo per fare altre cose, ma solo ciò che Dio vuole da me e che coincide con l’amare Gesù Abbandonato”. (…) “Per me non esiste che Gesù Abbandonato, non esiste altro che Lui. Non vedo altro. Non mi viene più neanche da digli: per te! ma soltanto: sei tu, sei tu, sei tu!”. “È tutto il negativo che ci cade addosso che ci fa essere Gesù Abbandonato. È l’umanità… che grida: Dio mio, perché? Ma Gesù Abbandonato è Dio e risorge. E il suo corpo con Lui, e tutto ciò che Lui ha assunto, trasformato, divinizzato”.
“Se noi siamo il seme che marcisce e muore in questo ammasso di corruzione, di degradazione energetica, d’irrecuperabilità dei beni, in questa società che sta andando verso il massimo dell’entropia fisica, spirituale e morale, Cristo è il DNA di questo seme che germoglia proprio in mezzo a questo morire. E se marciamo e moriamo insieme con Lui, stiamo germogliando Cristo e risorgeremo Cristo. (…) Per cui succeda quel che succeda, non c’è da temere. Gesù risorge sempre! Questa è la nostra fede, la nostra speranza, il destino dell’umanità, anzi del cosmo intero il cui fine è diventare Cristo. E questa è la mia felicità: sapere che Cristo c’è e che noi siamo in Lui, siamo Lui!”.
Questi pensieri di Piero Pasolini, proprio perché comunicati poco prima di morire, sono il testamento che ci lascia.

Da: Oltre la scienza – il «viaggio» di Piero Pasolini (Città Nuova 1990)

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