Comportarmi come fossi sua madre

 

Ieri è terminato il mese di maggio e proprio a conclusione di esso ho avuto la fortunata coincidenza di leggere uno scritto di Chiara Lubich il quale, avendolo trovato davvero di grande attualità, ho deciso di pubblicarlo a beneficio anche di tutti quanti lo leggeranno. Cercando di stare molto attento a non strumentalizzare la sua impegnativa proposta, mi permetto di confidare come essa la trovo adatta anche a vivere lo stesso agire politico e concorrere così costruttivamente tutti insieme alla ricomposizione di ogni conflitto. Leggete e meditate attentamente quanto dice e capirete se ciò non è proprio il nostro dover essere nell’ambito politico.

“Nessuno come Lei, dopo Gesù, diffonde amore. Diffonde amore. Perché? Perché è Madre. Una madre non sa che amare E l’amore della madre è tipico: ama i propri figli come sé, perché c’è qualcosa di sé, veramente, nei suoi figli. (…) Anche noi possiamo trovare qualcosa di noi stessi negli altri. Dobbiamo, infatti, vedere Gesù sia in noi che nei nostri fratelli. E allora, come ci comporteremo? Ecco: di fronte ad ogni prossimo: in casa, al lavoro, per strada, con quello del quale stiamo parlando, con le persone con cui ci intratteniamo al telefono, con quelli a vantaggio dei quali esplichiamo il nostro lavoro, di fronte ad ognuno dobbiamo pensare semplicemente: devo comportarmi come fossi sua madre. E agire di conseguenza. Una madre serve, serve sempre. Una madre scusa, scusa sempre. Una madre spera, spera sempre. “Come fossi sua madre” – ripetiamocelo – “per poter essere per tutti la presenza di Maria sulla terra”.

Chiara Lubich

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