Il silenzio apre alla comunione

 

 

Viviamo un tempo in cui si dicono troppe parole e nel quale con eccessiva supponenza, spesso aggravata dai troppi pregiudizi, si esprimono considerazioni molto superficiali – riguardo a persone, situazioni e avvenimenti – arrivando perfino ad emettere anche giudizi trancianti. Gli stessi politici molte volte, dopo aver rilasciato senza nessuna prudenza le loro esternazioni, sono costretti con enorme imbarazzo a sminuire e anche a smentire le loro affermazioni.

Questo evidenzia quindi l’importanza di abbassare i toni del confronto, a pensare prima con grande ponderatezza alle conseguenze di ciò che diciamo, in una parola è indispensabile imparare a fare silenzio perché come ha detto argutamente Dietrich Bonhoeffer: “Nel silenzio è insito un meraviglioso potere di osservazione, di chiarificazione, di concentrazione sulle cose essenziali.

Come si vede allora attuare il silenzio così inteso è un esercizio essenziale anche se molto impegnativo perchè tante volte il silenzio ci fa paura, preferiamo riempire ogni istante di rumori, di chiacchiere, magari di lagne e lamenti, piuttosto che essere posti dal silenzio di fronte alla realtà, e alla realtà di noi stessi. Il silenzio, la solitudine buona dunque insegnano ad amare più profondamente gli altri e perciò aprono alla comunione la quale soltanto ci può avvicinare veramente alla verità proprio perché essa è frutto non dell’io o del tu ma del “NOI”, per allacciarsi al post precedente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*