Si riparte con nuova consapevolezza e nuova responsabilità

Questo periodo estivo è stato un’occasione davvero molto preziosa per distaccarsi da quelle quotidiane attività che si svolgono durante l’anno e anche dal clima di continuo conflitto politico, attuando il digiuno televisivo: fare ciò non vuol dire certamente dimenticarsi della realtà ma mettersi nell’atteggiamento non facile di affrontare la solitudine e il silenzio fuori e dentro di noi, condizioni queste necessarie per ritrovare quell’interiorità indispensabile per confrontare la propria vita, per coltivare e approfondire i rapporti, per dare nuovo slancio ai propri impegni.
Come cioè esprime con grande efficacia questo pensiero che mi ha procurato un profondo beneficio e che spero lo sia anche per voi, è importante di tanto in tanto fermarsi proprio per acquistare o riacquistare: « …uno sguardo capace di penetrare in profondità nella realtà e di scorgere un “oltre” dietro il dolore e il limite umano, una luce e una presenza in grado di trasformare ogni cosa, e in particolare le relazioni tra le persone, originando una dinamica generativa che si dilata e coinvolge tutti. Un processo generativo è capace di portare un rinnovamento socioculturale su scala anche più vasta. Dinamica di generatività che nasce da un certo tipo di sguardo che sprigiona negli esseri umani una capacità di relazione e di condivisione – l’agape – che troppo spesso rimane bloccata dall’autoreferenzialità e dalla ricerca del proprio tornaconto. Per rigenerare il tessuto sociale, si tratta invece di innescare in sempre più luoghi la logica della comunione». *
È in questo modo che rinfrancati nella mente e nel cuore si può allora riprendere a vivere con maggior slancio l’agire politico nella quotidianità, un avventura spesso senza clamore ma nella concretezza di un impegno che non prescinde affatto dalla criticità, dall’angoscia, dall’indisponibilità e dalla disperazione avendo però la certezza che, se vogliamo, abbiamo sempre la possibilità di ricominciare ogni volta a vivere ciò con una nuova consapevolezza e una nuova responsabilità.

* Dal libro Resurrezione di Roma – Città Nuova/Studi della Scuola Abbà

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