Una profonda esigenza di fraternità

Con le vacanze ho avuto un po’ più di tempo libero e ciò mi ha dato soprattutto l’opportunità di dedicarmi alla lettura e così mi sono trovato a riflettere in particolare su due interessanti articoli del politologo Antonio Maria Baggio e successivamente ho avuto modo di leggere Resurrezione di Roma, un libro di Città Nuova/Studi della Scuola Abbà, molto profondamente illuminato. Inaspettatamente (coincidenza, ispirazione?) queste riflessioni si sono rivelate un dono davvero molto prezioso perché mi hanno permesso di approfondire ulteriormente quanto sia essenziale attuare la fraternità: solo così infatti è possibile vivere anche la stessa politica nell’unico modo degno. Proprio per la loro importanza dunque cominciamo oggi con la condivisione della prima pungolante sollecitazione contenuta in questo straordinario articolo di A. M. B. (per leggerlo basta cliccare sopra il titolo).

Le due città di Agostino 

Scrive Antonio M. Baggio: “La riflessione del grande padre della chiesa, riletta oggi alla luce della profonda esigenza di fraternità che sale dalle vicende del nostro tempo, aiuta a pensare l’impegno pubblico come amore”. Di esso evidenzia in sintesi che: “Nella realtà politica si intrecciano, secondo Agostino, due città molto diverse fra loro: la città celeste e quella terrena. Nella prima si vive l’amore sociale, il solo che può permettere alla politica di raggiungere i propri fini. Nella seconda l’amore è privato, e genera conflitti che distruggeranno la città. Il male, per Agostino, dipende dal fatto che l’uomo si rivolge verso fini inferiori a quelli di cui è capace, e per i quali Dio lo ha creato. E questo vale per la vita delle persone che per quella delle città e dei popoli. Vivendo la fraternità si riesce a mantenersi nel fine più alto, e a vivere la politica nell’unico modo degno”.                                                                                                                                         Affinché allora ci si senta irresistibilmente attirati a leggere l’intera riflessione riporto infine l’ultima parte della sua fortissima conclusione: “Agostino, in sostanza, ci fornisce un criterio di valutazione della politica molto diverso da quelli correnti; pur continuando ad avere un senso distinguere destra e sinistra, conservatori e laburisti, repubblicani e democratici, esiste un’altra distinzione, trasversale agli schieramenti, e molto più radicale, che dice non dove hai scelto di agire, ma che tipo di uomo hai scelto di essere. Non è un male, in un periodo di risse combattute in nome del “dove”, guardare allo scenario politico attraverso il “chi”; e Agostino ci fornisce gli strumenti per farlo”.

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