La questione culturale

Dopo l’illuminante scritto proposto nel post precedente, il quale per la sua importanza continuerà a rimanere la base essenziale su cui poggeranno le successive riflessioni, adesso prendiamo in considerazione un graffiante pensiero ripreso da un altro articolo di Antonio M. B, il quale con grande acutezza già nel 2005 evidenziava l’importanza della questione culturale, un esigenza che oggi è diventata decisamente molto più di grandissima attualità.                                                                                                           Per questo dunque merita ancor più di prima una maggiore attenzione il suo pregnante passaggio proprio perché, seppur breve, contiene un’ampia e complessa visione di essa di cui nei prossimi post evidenzierò alcune considerazioni, in particolare soprattutto in merito all’esigenza di una nuova cultura politica.

“ …la rappresentanza delle diverse culture trovi altre forme di espressione, non più coincidenti con i partiti, ma efficaci, quali fondazioni, centri di studio, di ricerca e di formazione: palestre di pensiero capaci di acquisire il rispetto dell’opinione pubblica e di alimentare la riflessione e l’azione politica. Ci si può aspettare che tutto questo venga attuato dai partiti politici esistenti? Certamente no: l’elaborazione di una cultura è un fenomeno ricco e complesso, al quale la politica dà un contributo, ma che ha le sue radici nella società. E la nostra società abbonda di tradizioni vive, di esperienze innovative, di valori vissuti nel quotidiano, capaci di generare idee. Interpretare questi fenomeni, trasformarli in pensiero, metterli in dialogo con le domande che la politica pone, è oggi un compito che diviene sempre più urgente”.

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