La fraternità sta già innervando la storia

Dando seguito alla riflessione precedente, “Il bene comune si costruisce tutti insieme”, se allora si vuole realmente uscire dalla logica del continuo scontro nel quale ci troviamo è necessario concorrere insieme a dar vita ad una società basata sul dono reciproco e questo significa vivere e consolidare sempre più rapporti improntati alla fraternità in quanto è soltanto così che si può passare dalla chiusura e anche dall’autoreferenzialità ad un costruttivo agire sociale e politico proprio perché animato da relazioni di reciprocità.

È questo infatti il grande salto qualitativo che oggi più che mai si è chiamati a fare per passare da possessori a donatori, in risposta a tutta la cultura pragmatica del successo, della competitività, dell’arrivismo ad ogni costo. È tempo quindi di prendere coscienza che la fraternità, anche se può sembrare non ancora così visibile, sta già concretamente innervando la storia e di conseguenza è determinante impegnarsi a realizzarla sempre più.

Lasciamoci dunque contagiare da questo molto coinvolgente pensiero di Antonio M. Baggio: “Chi vive la fraternità, di momento in momento è sempre in una situazione di “pieno”, ha la possibilità di avere la serenità, la compiutezza, la felicità, anche se ancora sta andando avanti, perché rimane nell’ordine dell’essere, perché sta perseguendo veramente il proprio fine. Vivendo la fraternità si riesce a mantenersi nel fine più alto, e a vivere la politica nell’unico modo degno”.

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