Che tipo di uomo hai scelto di essere

Per non dimenticare da dove siamo partiti è molto importante riprendere la forte affermazione con cui Antonio M. B. conclude il commento al profondo scritto “Le due città di Agostino”: «Agostino, in sostanza, ci fornisce un criterio di valutazione della politica molto diverso da quelli correnti… (in quanto per lui) esiste un’altra distinzione… molto più radicale, che dice non dove hai scelto di agire, ma che tipo di uomo hai scelto di essere. Non è un male, in un periodo di risse combattute in nome del “dove”, guardare allo scenario politico attraverso il “chi».                                                              Se dunque è fondamentale decidere che uomo si vuole essere diventa allora indispensabile chiedersi: quale caratteristica esso deve avere per rispondere positivamente a questo nostro tempo così caratterizzato dalla conflittualità e dalla frammentazione? A questo riguardo Chiara Lubich ha detto con illuminata lungimiranza: «Ecco, l’uomo di domani, la persona di domani è l’uomo dell’unità, l’uomo-mondo. Un uomo che riesce ad accogliere nel suo cuore i tesori che donano gli altri dei vari continenti e che riesce a dare i suoi tesori a tutti gli altri. L’uomo di domani, perciò, è l’uomo dell’unità, è l’uomo-mondo».                                                Oggi infatti occorrono uomini e donne capaci di mettersi in ‘relazione’ con tutti, superando le diversità culturali, aperti alla condivisione delle proprie esperienze e disponibili ad arricchirsi di quelle degli altri; in un clima di reciprocità che permetta a ciascuno, e a tutti insieme, di forgiarsi appunto ‘uomo mondo’. Quanto ciò è anche determinante affinché sia davvero possibile partecipare tutti insieme alla realizzazione del bene comune lo sottolinea molto bene Teresa Boi: “Una base solida per generare una cittadinanza attiva e responsabile è l’educazione a comportamenti prosociali e la formazione dell’uomo interculturale in grado di includere e ospitare chiunque altro, un uomo aperto, dialogico, con lo sguardo a 360 gradi: un uomo mondo”.

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