Democrazia come ideale calato nella realtà (Terzo e ultimo)

L’ultimo graffiante spunto che desidero evidenziare in modo del tutto particolare è quello di Rocco Pezzimenti, professore di storia delle dottrine politiche all’università Lumsa di Roma, il quale fra l’altro ha messo in rilievo con appassionata forza un aspetto riguardo alla democrazia di grandissima attualità. Esso, è bene premetterlo, va letto senza pregiudizi ne condizionamenti nel senso che è del tutto evidente che non si tratta, come potrebbe sembrare, di portare la religione così com’è in politica ma come afferma molto bene proprio il prof. Rocco Pezzimenti è indispensabile dar vita ad una democrazia come ideale calato nella realtà. È questo infatti l’interrogativo fondamentale che bisogna porsi: qual è l’ideale che emerge dal cristianesimo e dal cattolicesimo da calare nella realtà anche politica? Nell’ottica di quel convegno la risposta è chiarissima: la fraternità universale. E quanto essa sia davvero l’aspirazione più grande a cui tende la stessa umanità lo conferma con illuminata profondità Chiara Lubich:                                                                                                    «Chi ha indicato e portato la fraternità come dono essenziale all’umanità, è stato Gesù, che ha pregato così prima di morire: “Padre, che tutti siano uno” (Gv.17,21). Egli, rivelando che Dio è Padre, e che gli uomini, per questo, sono tutti fratelli, introduce l’idea dell’umanità come famiglia, l’idea della ‘famiglia umana’. E con ciò abbatte le mura che separano gli ‘uguali’ dai ‘diversi’, gli amici dai nemici. E scioglie ciascun uomo dai vincoli che lo imprigionano, dalle mille forme di subordinazione e di schiavitù, da ogni rapporto ingiusto, compiendo in tal modo un’autentica rivoluzione esistenziale e culturale. Così l’idea della fraternità iniziò a farsi strada nella storia. E se Gesù è venuto per farci tutti figli di un solo Padre e fratelli fra noi, anche noi quindi dobbiamo amare tutti come fa il Padre che manda sole e pioggia sui buoni e sui cattivi. Ecco la prima idea che può portare una rivoluzione: vivere per la fratellanza universale che ci libera da tutte le schiavitù».
Per questo dunque è proprio la fraternità che oggi più che mai deve sostanziare la stessa democrazia.
Uno dei drammi della democrazia contemporanea, dice Igino Giordani, è che la gente parla oramai della democrazia senza l’aggettivo che la qualifichi. Esistono tante democrazie, l’aggettivo è fondamentale: ci sono state le democrazie liberali, le democrazie rappresentative, le democrazie sociali, le democrazie socialiste, quelle comuniste, quelle nazionali. Un’autentica democrazia cristiana non c’è ancora stata, al di là del nome del partito, proprio democrazia come ideale calato nella realtà perché per Giordani, e qui sta la giovinezza notevole del cristianesimo e del cattolicesimo, son passati duemila anni ma pare che del cristianesimo, soprattutto in politica, abbiamo capito ancora poco e niente”. (Rocco Pezzimenti)

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