A proposito ancora di riforma elettorale…

In questi giorni è tornato ad infiammarsi  il dibattito sulla riforma della legge elettorale in quanto la commissione del Senato ha messo a punto un testo base che però, va specificato, non è maturato attraverso un largo consenso ma con il contributo della sola ormai vecchia maggioranza e cioè da Pdl, Lega, Udc.

La forte contrapposizione che si è innescata tra le due coalizioni è dovuta nello specifico al contestatissimo premio di maggioranza con il quale garantire a chi ottiene il maggior consenso (e non chi “vince” perché non si tratta di una gara di… bocce bensì di un servizio da svolgere…), la possibilità di poter governare.

Ritengo importante evidenziare che alla base della dura diatriba che si è accesa vi è un’anomalia tutta italiana perché, indipendentemente dall’appartenenza partitica, è quantomeno curioso che a riformulare la legge elettorale siano ancora gli stessi che hanno imposto il “porcellum” e ciò che risulta ancora più paradossale è il fatto che proprio quell’eccessivo premio di maggioranza da loro fortemente voluto, anche se poi come si è visto non è servito, venga adesso dagli stessi rimesso in discussione così da rendere più difficile (o impedire?) il suo raggiungimento. Certo, è altrettanto importante che anche l’altra coalizione, dopo aver contestato questo criterio, non si irrigidisca pensando soltanto che ciò adesso potrebbe tornare comodo.

Questo dovrebbe far riflettere i politici di qualsiasi appartenenza in quanto se non si vuole che la legge elettorale venga rimessa in discussione ogni volta dalla maggioranza di turno è indispensabile che venga decisa e approvata attraverso la più ampia condivisione possibile: le regole del gioco infatti non possono essere assolutamente scritte da una delle due squadre in campo, a maggiore ragione quando manca poco all’inizio della partita, cioè alle elezioni.

Infine vorrei evidenziare che sicuramente garantire la governabilità è molto importante però ad una condizione e cioè che essa non diventi un pretesto per chiudersi nel “palazzo” ma venga realmente esercitata per trovare le soluzioni più opportune rispetto alle molteplici difficoltà, le quali soprattutto in questo gravissimo momento pesano sulle spalle di molti a iniziare dai cittadini. 

E il fatto che i leaders politici non sembrano seriamente intenzionati a eliminare le contestatissime liste bloccate, con le quali ridare così di nuovo il diritto ai cittadini/elettori di poter scegliere i propri candidati, fa pensare che essi non abbiano ancora capito che noi non siamo più disponibili a dare una delega in bianco ma vogliamo essere rappresentati, quindi a interagire attivamente per tutto il mandato.

Riusciranno a capirlo in tempo? Auguriamocelo con tutto il cuore altrimenti altro che governabilità… il pauroso baratro infatti che si è creato tra la classe politica, i partiti e i cittadini corre il serio rischio che diventi incolmabile con conseguenze devastanti per tutti.

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