Il mondo ha bisogno di ponti, non di muri

Il messaggio è che il mondo cerca ponti. I muri allontano, illudono, fanno credere di risolvere i problemi quando invece non li vediamo per quello che realmente sono o quando il più delle volte li creiamo. Giovanni Paolo II diceva per la Terra Santa (ma si può dire che ciò vale dappertutto) che il mondo ha bisogno di ponti, non di muri. Ancora di più in un tempo in cui la globalizzazione supera già di fatto tutti i confini. Con i muri siamo ancora più esposti ai rischi di perdere la propria identità, mentre i ponti sono quelli che garantiscono l’identità. Non un’identità isolata, ma capace di vivere e di confrontarsi con gli altri. Un’identità isolata, che non è capace di confrontarsi con gli altri, non è un’identità.
La tentazione della divisione in realtà appartiene a tutti. È la tentazione di essere contro per essere qualcuno. Di vivere la propria identità contro gli altri per capire chi si è. La vera sfida, invece, è quella di essere insieme agli altri per essere se stessi. Non, quindi, per non essere, ma per essere. (…) È come quando si costruiscono i ponti. Sembra impensabile che due rive opposte possano essere unite e quando poi hai costruito il ponte, ti sembra impensabile non averlo più.
Bisogna sempre ritrovare quello che unisce È vero per tutti. Tutti dobbiamo cercare il bene comune e proprio perché è comune, è di tutti e non è mai divisibile. Ed è forse questo il grande sforzo da fare oggi. Torna di grandissima attualità la proposta di San Giovanni XXIII: mettere da parte quello che divide e cercare quello che unisce. Nelle regole chiare per tutti ma dove tutti possono essere accolti e trovare futuro.

Matteo Zuppi (Arcivescovo di Bologna)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*