La fraternità fa nascere una politica di comunione

È normale vedere quotidianamente le persone esprimersi sull’operato del governo e del parlamento (di per sé legittimo e anche doveroso) ma ciò anziché essere motivo di discernimento costruttivo troppo spesso finisce per alimentare penalizzanti divisioni perché invece di confrontarsi in modo libero si rimane, come degli ultras, prigionieri delle proprie differenti sensibilità politiche. Ciò purtroppo è causa di disunità persino tra gli stessi cattolici. In questo caos è davvero difficilissimo, a livello di pensiero e di conseguenza nella prassi, riuscire a prendere posizioni condivise per il bene veramente di tutti.                                                                                                                                  Questo sottolinea perciò l’importanza di trovare nuove categorie culturali che sostengano una reciprocità forte, quasi incondizionata nei rapporti e diventi così possibile dar vita ad una forma comunicativa diversa dal dibattito dove si cerca di convincere l’altro del proprio punto di vista per ottenere il suo consenso, per confutare le sue ragioni e per giustificare la propria posizione. Riguardo all’impegno culturale, alla luce del carisma dell’unità, così si è espresso Fabio Ciardi: “Se ci presentassimo con la volontà di imporre un nostro pensiero, una nostra cultura, diventeremmo un particolare. Più che un pensiero unico, un’unica cultura, abbiamo da donare uno stile che sa entrare nei particolari, nella molteplicità, anche nella frammentazione e porre tutti in connessione reciproca”.                                                                          Ciò è possibile se si accoglie l’ideale della fraternità, così come Chiara l’ha proposta e testimoniata, in quanto coloro che la vivono constatano come essa sia davvero anche un nuovo paradigma politico proprio perché cambia il metodo in quanto pur rimando fedele alle proprie autentiche idealità egli ama tutti e quindi in ogni circostanza cerca sempre ciò che unisce concorrendo così a far nascere veramente una politica nuova: nuova proprio perché essa attinge alla sorgente stessa della comunione fraterna. Per questo dunque, parafrasando un pensiero di Chiara, essa deve crescere in noi e straripare così che diventi veramente una benefica inondazione per il bene proprio di tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*