Co-governance: corresponsabilità nelle città oggi

La politica è l’amore degli amori che raccoglie nell’unità di un disegno comune la ricchezza delle persone e dei gruppi, consentendo a ciascuno di realizzare liberamente la propria vocazione”* si è concluso con le parole quantomeno sfidanti di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi”, il convegno dedicato al governo partecipato delle città promosso da Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità, espressioni dell’impegno sociale e politico dei Focolari. E’ stata la prima edizione ....continua a leggere --->

SERVE UN RISVEGLIO COLLETTIVO (4 e ultimo)

C’è da chiedersi: ma è possibile che per formare una nuova generazione si debba per forza passare da una prova storica, una guerra, una dittatura? Io direi di no! Però, certamente serve un grande sforzo per riconoscere qual è la prova di questi tempi. Viviamo una crisi gravissima nel nostro Paese: crisi economica, crisi morale, crisi culturale.                                                                                                                           Bisogna aprire gli occhi, rendersi conto che è questa la prova per ....continua a leggere --->

LA LEGGE ELETTORALE (3)

La legge (elettorale)… ha operato un impoverimento dei diritti politici dei cittadini: cioè, si sceglie molto di meno. La conseguenza è anche che la selezione dei rappresentanti politici risulta distorta: non risponde più ai criteri di selezione democratica e di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini. (…) Quindi, la legge elettorale ha introdotto un fattore corruttivo, sia nella cittadinanza, che è spinta a disinteressarsi e scende in piazza soltanto per arrabbiarsi e invece non propone più o propone di meno, sia nel ceto politico che, sempre più distaccato dalla vita sociale. Giocano le loro battaglie tra di loro e, appunto per questo, ....continua a leggere --->

LA DIVERSITÀ (2)

I conflitti diventano in genere ingestibili o molto difficoltosi anche perché i progetti polititi – che dovrebbero stare sotto a questi conflitti – sono molto deboli. Ora, noi vediamo che la concorrenza – che può diventare anche conflittuale tra i partiti, i gruppi parlamentari e le idee – è giusta, è ciò che ci consente la libertà di scegliere tra le diverse proposte. Solo che la concorrenza che attualmente si sta realizzando non è più una concorrenza tra avversari che danno una possibilità di scelta ai cittadini e si confrontano per arrivare ad un risultato unitario: la diversità in democrazia serve a questo, cioè a ricomporre sempre ....continua a leggere --->