Dialogo vero: la parola e il silenzio

Quando ci si siede ad un tavolo per un confronto dialettico, partendo da visioni differenti, occorre in primo luogo che sussista in entrambi gli interlocutori che si trovano di fronte l’intento di ricercare una possibile intesa su alcuni, anche pochi, obiettivi condivisi; una reciproca disponibilità a perdere, anche in parte, il proprio pensiero; a cedere, anche solo un po’, la propria idea, la propria opinione, il proprio punto di vista; a lasciarsi modificare, anche parzialmente, dal pensiero dell’altro. Se ci si alza dal tavolo così come ci si era seduti, non c’è stato vero dialogo, ma solo una contrapposizione sterile di opinioni divergenti ed ....continua a leggere --->

Il silenzio apre alla comunione

 

 

Viviamo un tempo in cui si dicono troppe parole e nel quale con eccessiva supponenza, spesso aggravata dai troppi pregiudizi, si esprimono considerazioni molto superficiali – riguardo a persone, situazioni e avvenimenti – arrivando perfino ad emettere anche giudizi trancianti. Gli stessi politici molte volte, dopo aver rilasciato senza nessuna prudenza le loro esternazioni, sono costretti con ....continua a leggere --->

La risposta ad un sofferto interrogativo

Non c’è dubbio quanto sia fondamentale che ciascuno possa liberamente dire il proprio pensiero, anche quando l’altro abbia idee profondamente diverse dalle proprie. Io stesso da tempo sono impegnato a creare spazi affinché le differenti sensibilità politiche abbiamo proprio la possibilità di esprimersi. In questi giorni però – a causa della lunghissima gestazione del nuovo governo che ha finito per alimentare forti tensioni e perfino una lacerante divisione tra chi era pro e chi contro l’operato del Presidente Mattarella – si è fatta strada in me un sofferto interrogativo: è giusto dire ciò che si pensa sempre e comunque o ci sono ....continua a leggere --->